nascono oggi queste pagine, queste pagine di "Pensieri corsari", queste pagine di libera, scientifica e democratica discussione. I motivi che mi hanno spinto a iniziare questo progetto, e che spero rimangano sempre vivi in me affinché questo possa andare avanti, sono tanti e sono i motivi che forse accomunano, oggi più che mai, i cittadini di una società che sta spirando. Io sono un cittadino. Questo è un concetto tanto chiaro quanto fondamentale: io sono un cittadino, un cittadino vivente e operante in questa società, un cittadino che vuole adesso impegnarsi umilmente, in una battaglia culturale contro un sistema corrotto, armato soltanto della Libertà, e difeso solamente dalla Cultura. Sono stanco di vedere attorno a me, individui che non sono cittadini: individui pienamente inconsapevoli della loro funzione sociale e che inermi e passavi subiscono l'ingiustizia costante di una classe politica che vivacchia grazie all'ignoranza da loro stessi fomentata. Sono stanco, stanco e inorridito dalla disconoscenza tanto dei diritti quanto dei doveri che spettano a un cittadino. Lo Stato non è un'entità estranea a NOI. Lo Stato siamo NOI. La politica non è un'attività svolta da altri, la politica siamo NOI. Tutto ciò che facciamo o non facciamo è politica. Ed è proprio questo a preoccuparmi: il fatto che non facciamo proprio nulla. Lasciamo che ci portino via i nostri diritti fondamentali senza neanche alzare un dito, e quando lo alziamo, non lo facciamo impugnando la sacralità oggettiva delle nostra Costituzione, ma scatenando un inferno tra le strade della Capitale che puntualmente ci si ritorce contro, grazia alla retorica sempre populista dei nostri 'rappresentanti'. Lasciamo che ci portino via il diritto alla cultura uccidendo la scuola. Ed è proprio dalla scuola che dobbiamo ripartire se vogliamo costituire un 'Ordine nuovo'. Una società che funziona è innanzitutto una società in cui il dibattito critico è regolamentato dalle leggi dell'oggettività scientifica e si basa sull'esperienza intellettuale dell'individuo. Diciassette anni di Berlusconismo hanno distrutto tutto questo: gli italiani hanno perso il senso dell'oggettività, credendo che sia possibile esprimere qualsiasi concetto anteponendo la locuzione "secondo me". Un dibattito critico non è l'incontroscontro tra due verità meramente soggettive che non potranno mai incontrarsi in una sintesi superiore. Questo è il modello dei talk-show televisivi e io sono stanco. Stanco, stanco, stanco di vedere povera gente gridare e gridare ancora sputando in faccia all'avversario la 'propria verità' offendendo l'intelligenza dell'uditorio votante. A tutti coloro che continuano a difendere questo sistema ormai antico e più che mai corrotto e corrosivo, lancio un messaggio: l'Italia è in crisi. E se questo vi sembra un pensiero banale andate a (ri)sentire quello che l'attuale Premier, ha detto a Cannes... oppure (ri)ascoltate i miti dei fedeli lecchè del cavaliere su quale sia il PIL del nostro paese. L'Italia è in crisi, la scuola è in crisi, la sanità è in crisi, il pensiero è in crisi. Io sono un cittadino. Io ho paura. Queste sono le uniche due cose che so, le uniche due cose certe che posso dire sul mio presente di cittadino italiano. Sono un cittadino, un cittadino non defunto, ma vivo. Ho paura certo, ho paura perché vedo buio il presente, ma oscuro il futuro. Ho paura per le persone che mi sono accanto, ho paura per chi vive a stento, per chi è costretto a ricercare qualcosa nei cassonetti della spazzatura, ho paura per chi muore a causa di un'alluvione e ho paura per chi è arrabbiato, veramente arrabbiato contro questo sistema che non lo tutela affatto. Adesso è necessario creare un Ordine nuovo, è veramente necessario diventare, se non lo si è ancora, cittadini consapevoli di questa società ed insieme sperare che questa, agonizzante ora, si rianimi in futuro. Bisogna che ci rendiamo conto che se questa classe politica così com'è non ci va bene, possiamo e dobbiamo cambiarla. Vogliono farci credere che chi, per sventura, è stato delegato a rappresentarci in Parlamento possa sbagliare impunemente. Non è così. Il potere è nostro, il potere di cambiare spetta a noi e dobbiamo farlo, al più presto.
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