giovedì 17 novembre 2011

L' Assenza


L’Assenza
Perché in Italia non abbiamo una vera Sinistra?
Ho pensato veramente molto a come iniziare questo post e alla fine mi sono arreso alla domanda pura e cruda così come continuo a ripetermela da anni. Perché in Italia non abbiamo una vera Sinistra? Il problema, a pensarci bene, è veramente diabolico e machiavellico. Viviamo in un paese in cui soltanto il 10% della popolazione possiede il 60% della ricchezza. Ovvero: viviamo in un paese in cui il 90% della popolazione si spartisce il 40% della ricchezza. Siamo un paese di precari, di operai, di operai in cassa integrazione, di pensionati che vivono con la pensione di sociale, di uomini e donne che non riescono ad arrivare a fine mese. Siamo , in poche parole, un paese in cui la Sinistra, una Sinistra vera si intende, dovrebbe avere in Parlamento una maggioranza a dir poco schiacciante. Eppure non è così. Forse non lo è mai stato. Perché? Continua a ripetermi. Perché i lavoratori non si sentono tutelati? Perché la Sinistra italiana non li tutela? Perché i pensionati, nonostante le loro condizioni, continuano ancora a inneggiare a Berlusconi? Perché per un operai metalmeccanico parlare del leader del Popolo della Libertà equivale a parlare del leader del Partito Democratico? E nella mia mente c’è una serie infinita di queste domande. Domande alle quali, purtroppo, non riesco a dare una risposta. Più che una domanda, un tormento mi assilla. Perché sarei disposto anche a un governo di forze liberali e conservatrici qualora queste si mostrassero interessate alle questioni sociali? Questo è un fallimento. Me ne rendo conto. I vari leader della Sinistra italiana hanno ucciso decenni di cultura socialista e comunista in Italia.
‘Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada’
Il fallimento della Sinistra italiana sta tutto nel senso di profonda desolazione che provo nel rileggere queste parole del poeta Majakovskij. Hanno trasformato la Sinistra, che è un movimento che parte dal basso, in un partito pienamente inserito nelle dinamiche del Palazzo. Questo hanno fatto, così hanno assassinato la Sinistra. Questo è un fallimento e dobbiamo rendercene conto. Perché in un paese con uno schieramento di Sinistra serio, organizzato, fedele agli ideali e vicino alle esigenze del popolo, non si può permettere che Berlusconi resti così a lungo al potere. Eppure così è stato. Tutti i leader dei partiti di Sinistra in Italia hanno accettato supinamente le angherie di una destra ignorante e illiberale. Oggi siamo disarmati. Oggi siamo spauriti, dispersi. A chi affidarci? Di Pietro nel suo antiberlusconismo costante ha assunto quei caratteri propri del berlusconismo. Bersani è un’entità indefinibile, così debole politicamente e così incerto ideologicamente da non essere riuscito in questi anni di opposizione, a uccidere un morto. Infine Vendola. Vendola parla un linguaggio nuovo è vero. Vendola parla un linguaggio che arriva dritto al cuore degli elettori di sinistra. Ma è solo. Inevitabilmente solo. Cosa resta? Chi resta? Forse niente, forse nessuno, forse tutto. Forse restano gli uomini e le donne. Uomini e donne di Sinistra che credono ancora nei valori di una società democratica e sempre tesa a favorire i più deboli. Forse restano gli uomini e le donne di Sinistra, quelli che credono ancora in una democrazia sostanziale non come un’utopia ma come un obiettivo da raggiungere al più presto.
Questo post ha superato il limite massimo di domande possibili. Ma voglio lasciarvi con l’ultima delle mie questioni. Perché io, e come me tanti, giovane elettore di Sinistra, cresciuto nell’ambiente dei Partiti di Sinistra, formatomi su una critica di tipo marxista, da sempre vicino alle tematiche sociali, perché, oggi, non ho più fiducia nella Sinistra italiana? 

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