domenica 13 novembre 2011
La Rinascita
Alla fine ha dovuto dimettersi. E lo scrivo in questo modo perché è proprio così. Berlusconi non si è dimesso. Berlusconi, alla fine, ha dovuto dimettersi. Quest'uomo che per diciassette anni ha violentato l'etica, il costume e l'intelligenza degli italiani non si è volutamente dimesso perché si è reso conto dello scempio e delle macerie che aveva lasciato attorno a lui. Alla fine Berlusconi ha dovuto dimettersi perché era impossibile continuare a mentire. E per quest'uomo, che ha costruito un personaggio e un leader sulla 'mistificazione' , era impossibile non lasciare, non abbandonare, non dimettersi . Come giustamente fanno notare le più importanti testate di tutto il mondo, dal 'New York Times' a 'Le Monde', sembra quasi irreale che Berlusconi si dimetta adesso. Sembra quasi irreale che si dimetta, lui che non si è dimesso lo scorso 14 dicembre quando è dovuto ricorrere a una ignobile compravendita di deputati per avere la fiducia in Parlamento, lui che non si è dimesso dopo gli scandali Ruby, D'Addario, Letizia ... e le ragazze dell' Olgettina... e il Bunga Bunga...,lui che non si è dimesso dopo le tangenti a Mills, dopo il caso Trani, dopo il falso in bilancio, lui che non si è dimesso dopo lo scandalo Lavitola. Ecco, questo è Berlusconi. Anzi, questo ed è altro (spaventosamente altro) è Berlusconi. Un uomo, un (ex) marito, un padre, un leader, un Premier che riesce quasi a far stupire in negativo delle sue legittime dimissioni, perché noi italiani, e noi mondo, forse ci aspettavamo che, anche questa volta, come è sempre stato, avesse continuato a mentire. E personalmente il sospetto, il terrificante sospetto, l'ho anche avuto ieri sera, quando quelle liberatorie dimissioni tardavano a venire. Ma alla fine ha dovuto dimettersi. Tuttavia adesso è bene chiarire alcuni punti. Lunedì, all'apertura dei mercati, l'Italia conoscerà indubbiamente una crescita, che sia di grandi o piccole proporzioni non importa, sarà una crescita che forse viaggerà sul vento della fiducia per una o forse due settimane. Ma lunedì, con il nuovo governo Monti, l'Italia non uscirà certo dalla crisi, perché sarà ovviamente il mondo a non uscire lunedì dalla crisi. Domani ci saranno ancora migliaia di persone senza lavoro, milioni di giovani precari, la scuola sarà sempre allo sfacelo e i servizi sanitari saranno ancora di una qualità talmente bassa da non appartenere neanche alla media degli standard europei (ovviamente tutto questo sarà pane per i denti di Minzolini, o di Ferrara, o di Fede, o di Sallusti, e degli altri lacchè basso-impero) Questa è la verità, nuda e cruda. Eppure ho intitolato questo post 'La Rinascita' e sono sempre più convinto che in effetti questa sia una rinascita e che noi stiamo vivendo un periodo storico quanto rivoluzionario. Ieri sera abbiamo assistito alla nostra personale presa della Bastiglia. Ieri sera , la folla in piazza, era la manifestazione libera e spontanea di un popolo che voleva liberarsi, che voleva appunto rinascere, è che oggi saluta l'Italia con un grido di ostentata felicità e soddisfazione. Ma a questo popolo, di cui io indubbiamente mi sento di far parte, voglio lanciare un messaggio, un messaggio che quindi ovviamente lancio anche a me stesso : Berlusconi non è stato il leader cattivo di un paese buono. Berlusconi è stato il leader cattivo di un paese cattivo. Berlusconi ha governato un'Italia che si affida alla criminalità organizzata, un'Italia che si ostina a guardare il "Grande Fratello" e i programmi di Maria de Filippi traendo da questi il proprio modello di comportamento, un'Italia che crede che la via più facile sia, sempre e comunque, quella della prostituzione. Berlusconi ha rappresentato per diciassette anni il vento che soffia costantemente su questo fuoco di sporcizia morale e civile alimentandolo sempre di più. Questo vento oggi non soffia più. Oggi rinasciamo perché questo vento non soffia più. Ma dobbiamo essere noi a spegnere il fuoco. Non è Monti che salverà l'Italia. L'Italia dovrà salvare l'Italia. E vorrei chiudere questo post con un concetto chiaro a cui lascio aperte le conclusioni. Ascolto e leggo da ieri sera il sempre più insistente accostamento tra la folla festante di ieri sera al Quirinale e la folla inferocita e giustamente delusa , che il 30 aprile del 1993 si trovò davanti all'hotel Raphael per lanciare monetine contro Craxi, segnando la fine della Prima Repubblica e di un'era politica macchiata inevitabilmente da Mani Pulite. Qualcuno dice che ieri sera è finita la Seconda Repubblica. Quella Repubblica che era cominciata con un discorso. Il discorso iniziava così "L' Italia è il paese che amo..."
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